Sindacati militari, le prime dichiarazioni dopo gli incontri con i partiti di governo

Nel pomeriggio di mercoledì 13 novembre le associazioni sindacali militari sono stati convocati dall’On. Alberto Pagani nella sede del Partito democratico per discutere i punti cruciali della proposta di legge a prima firma del deputato. Il giorno successivo, giovedì, i rappresentanti dei sindacati hanno incontrato, invece, l’On. Emanuela Corda del M5Stelle.

Ecco le prime dichiarazioni di alcune delle associazioni sindacali militari che hanno partecipato alle riunioni.

“Al netto delle due giornate di confronto con le forze di maggioranza, giornate che riteniamo altamente produttive sia per l’impegno e l’interesse dimostrati sia per l’occasione che più di ogni altra permette tra le Associazioni Sindacali un incontro ed un confronto proficuo e funzionale, ci sentiamo di esprimere una nota di soddisfazione che alimenta la speranza di avere un tessuto normativo che possa rivelarsi positivo ma soprattutto disponibile in tempi relativamente brevi” scrive il SIULM in una nota.

“Gli argomenti trattati hanno spaziato dalla libertà della forma associativa all’eliminazione dei troppi paletti che, cozzando con la nostra Carta Costituzionale (Art. 39), snaturerebbero la natura e capacità di impegno concreto delle nascenti Associazioni.

I segnali trasmessi e dalla compagine del Partito Democratico e della compagine del Movimento 5 Stelle lasciano intendere che tali asperità, a seguito di attività di confronto e disamina, possano essere agilmente superate per favorire piena agibilità, libertà di organizzazione ed una gestione democratica delle Associazioni.

Unico scoglio, parlando a carte scoperte, rimane la gestione delle controversie che, da quanto apprendiamo non si avvicina minimamente alla tanto auspicata competenza del Giudice Ordinario per la sua funzione naturale. Si è appreso, pertanto, che le compagini sono allo studio di soluzioni alternative che possano essere soddisfacenti per tutte le parti in causa. Ci riserviamo, quindi, di attendere maggiori delucidazioni in merito.

Nel ringraziare i partiti di maggioranza per quanto fatto in queste intense 48 ore e cogliamo l’occasione per stigmatizzare fortemente questo incessante vociare di generali politicizzati che continuano a sfruttare a loro piacimento la macchina mediatica che la politica mette a loro disposizione dichiarando a gran voce che il SIULM non vuole assolutamente pretendere di entrare nel merito delle decisioni del parlamento sui teatri operativi e sulla gestione delle missioni fuori dai confini nazionali e non crede assolutamente e mai tenderà verso la smilitarizzazione delle Forze Armate, continuando a difendere l’idea e praticare la mission di renderci istituto di garanzia per la democrazia. La nostra uniforme è e resterà la nostra pelle. Approfittiamo, inoltre, dell’occasione per esprimere ancora una volta piena solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti nell’attentato di Kirkuk” conclude il sindacato interforze SIULM.

“Nell’incontro di oggi in Parlamento” ha dichiarato il presidente di SIM Aeronautica, Sinibaldo Buono, ieri sera” con le maggiori sigle sindacali militari Il movimento 5 stelle, rappresentato dagli onorevoli Corda e Aresta (Quarta Commissione Difesa), ha dimostrato ampia apertura nel condividere la competenza esclusiva del giudice ordinario per le controversie sindacali in luogo del giudice amministrativo”.

“Posizione, questa, in contrapposizione con le perplessità evidenziate dal Pd nell’incontro di ieri al Nazareno, ce lo aspettavamo ovviamente – continua – Corre l’obbligo pertanto di riconoscere la volontà del partito dei 5 stelle di dare, da sempre, la migliore legge sindacale
possibile ai militari (sulla questione delle attribuzioni esclusive al giudice ordinario si era, nei mesi scorsi, espresso già positivamente il loro capo politico Luigi Di Maio) e aspettiamo ora con ansia la discussione in aula per verificare le posizioni espresse dalle varie
compagini politiche (anche quelle non ancora pervenute) a confronto”.

Il Presidente del Nuovo Sindacato Carabinieri, Massimiliano Zetti, ha dichiarato in una nota: “I militari non possono più attendere i tempi della politica, abbiamo bisogno di sindacati veri ed operativi! Per questo si proceda subito verso la forma sindacale già collaudata nel Comparto Sicurezza, quella delle Polizie civili”.

“Dopo oltre un anno e mezzo dalla emanazione della storica sentenza n.120/2018 della Corte Costituzionale, che ha cancellato il divieto per i militari di iscriversi ai sindacati di categoria, è inammissibile che le nostre prerogative siano bloccate dall’incapacità della politica di trovare le giuste soluzioni.

Per questo la nostra proposta è quella di modificare la normativa già in vigore da oltre 20 anni per le Polizie civili, in modo da applicarla fin da subito anche ai militari e procedere verso una piena e completa sindacalizzazione, dando così l’opportunità ad un mondo rimasto “autoreferenziale” per troppo tempo di aprirsi a quelle dinamiche che consentano di avere amministrazioni moderne ed al passo con i tempi.”

“Se la legge dovesse equipararci ad un’associazione bocciofila, con tutto il rispetto per tali associazioni – ha concluso Zetti – la politica troverà presto in piazza anche i militari con tutta la loro rabbia”.

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