Sindacati militari: “delusi per testo di legge, la politica è ammaliata da Stati Maggiori e Comandi Generali”

Si definiscono “delusi” per il testo base C875 della legge sui sindacati militari perché “gli emendamenti proposti da tutte le forze politiche in Commissione non sono idonei a risolvere tutte quelle criticità che ormai da mesi ripetiamo”. A parlare, per mezzo nota stampa, sono i sindacati militari LRM, NSC, SAF, SCUDO CC, SIAM, SILCA, SILF, SILMA, SILME, SIM AM, SIM GDF, SIM GUARDIA COSTIERA, SIM MM, SINAFI, USIC e USIF.

“Al di là di qualche timido passo in avanti” – prosegue il comunicato stampa congiunto – “rinvenibile in alcuni emendamenti, è evidente l’assenza di una reale volontà di risolvere le questioni centrali come la sottoposizione al controllo della controparte, le materie di competenza del sindacato (in primis mancano articolazione dell’orario di servizio e la mobilità del personale), l’attribuzione della giurisdizione al “naturale” giudice del lavoro per le controversie in materia di comportamenti antisindacali ed il superamento della misurazione della rappresentatività (per singole categorie e con percentuali riferite alla forza effettiva) che costituirebbe un unicum nel panorama sindacale.

Dopo quasi due anni dalla sentenza n. 120 il Parlamento presenta un testo per noi inaccettabile e che respingiamo con forza.
È inoltre insopportabile che si continui a negare ai sindacati il diritto sancito dalla Corte Costituzionale di partecipare ai tavoli di contrattazione ed al confronto con le Amministrazioni.
Dopo i ripetuti incontri tra noi e le parti politiche, nonché dopo le audizioni in Commissione Difesa, oggi siamo profondamente delusi e stanchi di una politica che continua a mortificare i militari delle Forze Armate, i Carabinieri ed i Finanzieri, ammaliata dalle fusa degli Stati Maggiori e Comandi Generali”.

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Sindacati militari, Guerini: “il mio convinto sostegno al percorso parlamentare”

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini

Un “convinto sostegno” al percorso parlamentare intrapreso “per dare attuazione al pronunciamento della Corte Costituzionale in ordine alle associazioni professionali di natura sindacale del personale delle Forza Armate e dei corpi di polizia a ordinamento militare, con l’auspicio di conseguire al più presto soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti”.

Lo ha detto questa mattina il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel suo primo intervento da titolare del dicastero in audizione alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato.

Hanno subito espresso la propria soddisfazione i deputati Maria Tripodi (FI) e Salvatore Deidda (FdI) prendendo la parola a margine della relazione del ministro, rivolgendogli, poi, alcune domande, anche relative ad altre tematiche di interesse per le Forze Armate. Numerosi, infatti, gli interrogativi posti dai parlamentari delle diverse componenti politiche, domande alle quali il ministro darà delle risposte in occasione della prossima audizione, come ha precisato il presidente della Commissione Difesa della Camera, l’On. Rizzo.

Crescono, quindi, gli interrogativi in un momento e su una questione che richiede, invece, risposte articolate e in tempi anche brevi. È trascorso, ormai, più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale (120/2018) e dalla prima proposta di legge sulla disciplina della rappresentanza sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare, mentre sarà presentata a breve una nuova proposta di legge da parte di un senatore del PD, che pare essere diversa dalle posizioni espresse dallo stesso partito.

La palla passa, ora, al parlamento.

“Condivisibile e apprezzabile la volontà di sostenere il percorso parlamentare sui sindacati militari espressa dal Ministro della Difesa. Adesso non ci sono più alibi. 
Il Parlamento faccia in fretta per riconoscere i diritti dei militari già sostenuti dalla Corte Costituzionale. Se il Governo si rimette alle Camere, queste siano coraggiose affinché sia attuata una riforma che finalmente comprenda le aspettative del Comparto. Le proposte in campo non mi pare lo siano ed in più deprimono i diritti e si prestano a contenziosi costituzionali con sicura sconfitta” ha commentato il senatore Vincenzo D’Arienzo a margine dell’audizione.

“Siamo molto soddisfatti per la disponibilità e la sensibilità dimostrata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini sul tema dei sindacati militari, durante la sua
audizione in commissione sulle linee programmatiche del ministero” fanno sapere in una nota congiunta i deputati del M5Stelle in Commissione Difesa alla Camera, Emanuela Corda e Giovanni Luca Aresta.

Mentre il Sindacato Siulm commenta: “Prendiamo atto delle parole del Ministro della Difesa che dichiara un “convinto sostegno alla legge sulle Associazioni Sindacali” sperando che sia l’incipit per avere presto una buona legge che ci dia la possibilità di contribuire a migliorare le condizioni dei militari tutti. Apprezziamo inoltre i passaggi sui delicati temi dei suicidi e della previdenza complementare che fanno ben sperare”.

E il SIM Aeronautica dichiara: “Forse la lunga attesa per queste dichiarazioni ha contribuito a creare in noi aspettative che oggi non sono state pienamente soddisfatte. Ci aspettavamo  sostegno al processo di sindacalizzazione militare e non solo all’iter parlamentare della legge che ne disciplinerà aspetti e contenuti. Allo stato attuale, a 18 mesi dalla sentenza della scorte Costituzionale non possiamo ancora entrare nelle Caserme e spiegare la bontà dei nostri progetti, questo è ciò che ora continua a preoccuparci. Speriamo che le parole del Ministro siano seguite da piena operatività dei sindacati militari e da un impianto di legge che tuteli realmente i diritti dei cittadini con le stellette”.

I dibattiti nelle commissioni Difesa dei prossimi giorni ci daranno un’idea sulle reali posizioni dei diversi partiti e sulle proposte concrete e realizzabili. Perché, al di là degli spot politici, occorre una legge che tenga conto degli interessi di tutti, vero, ma soprattutto dei militari e di chi li rappresenta. Nel rispetto dei principi democratici del nostro Paese.

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