Sindacati militari, ok della Camera alla proposta di legge ‘Corda’ tra gioie e dolori. I sindacati: “smascheratevi!”

L’On. Emanuela Corda interviene in aula nel corso delle votazioni sulla proposta di legge

Di Maria Enrica Rubino

Dopo più di due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018, che ha abrogato il divieto per i militari di riunirsi in sindacati, nella serata di ieri la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge n. 875-A/R, “Norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo”, a prima firma dell’on. Emanuela Corda. Una proposta di legge che ha visto un iter decisamente lungo e travagliato, in cui non sono mancati gli appelli da parte delle varie sigle sindacali e le richieste, a gran voce, di revisione e aggiustamenti di alcuni punti della pdl. Richieste, in alcuni casi arginate o, addirittura, ignorate. Le votazioni in aula alla Camera sulla pdl, che nei prossimi giorni (con molta probabilità in autunno) dovrà essere votata in senato, hanno occupato gran parte della giornata dei lavori. Al termine delle votazioni conclusive del testo di legge, l’on. Corda ha rivolto una serie di ringraziamenti a “tutti coloro che hanno lavorato a questa proposta di legge, maggioranza e opposizione”, dicendosi “orgogliosa” di essere stata la prima firmataria della legge e di aver potuto svolgere anche il ruolo “super partes di relatrice”. La deputata del M5S ha definito anche la legge “un passo avanti importante perché un diritto sia finalmente riconosciuto appieno e possa essere esercitato nel migliore dei modi”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della IV commissione Difesa, Gianluca Rizzo, il quale ha definito il testo “figlio di diverse visioni, pur sintetizzandosi nei dettami della sentenza della Corte Costituzionale che ha confermato l’orientamento di una visione permeata nella professionalità dei nostri militari” e rivolgendo  un pensiero particolare a tutte le donne e gli uomini che indossano una divisa con le stellette, a tutti coloro che, con passione, dedizione e amore per la patria, rendono l’Italia un Paese sicuro e sicuramente amato nel mondo.

Numerosi gli emendamenti bocciati dall’aula, di cui molti a firma dell’on. Salvatore Deidda (FDI), sui quali il governo ha espresso parere contrario. Cinque gli emendamenti approvati: il 9.300 della Commissione, il 9.500, il 16.500, il 17.300, il 18.500.

I primi commenti a caldo delle sigle sindacali non sono stati positivi. In una nota stampa diffusa nelle scorse ore, il sindacato U.S.M.I.A. ha accennato a “istanze inascoltate” dal governo e che erano state presentate dalla Rappresentanza militare e dalle Associazioni professionali a carattere sindacale. “Moltissimi i dubbi e le incertezze per questa legge” continua la nota. “ In primis, avremo una rappresentanza privata, pagata dai militari, depotenziata rispetto all’attuale COCER e, dunque, con meno prerogative per la tutela dei diritti del personale. Dopo circa 40 anni di attività, si imponeva certamente il rinnovamento dello statuto della Rappresentanza, attraverso una riforma efficace e moderna che risultasse effettivamente al passo con i tempi in cui viviamo. È tuttavia intervenuto, oggi, a distanza di ben sei anni dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, la sofferta pdl 875 che riteniamo insufficiente a garantire idonee risposte a quei militari che per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno, compiono con abnegazione il proprio lavoro, tra molteplici difficoltà, economiche, logistiche, amministrative e operative”. E, in chiusura del comunicato stampa, un appello rivolto ai senatori: “USMIA confida in sostanziali modifiche del provvedimento a cura dei Senatori della Repubblica, nel prosieguo dell’iter parlamentare”.

“Questa legge, inutile nasconderlo, ha dei vulnus, alcuni dei quali piuttosto gravi” è uno dei commenti alla proposta di legge, pubblicato dal sindacato SIULM sulla pagina Facebook. “Lo snodo cruciale” – spiega il SIULM nel post – “sta nel COME la legge approvata alla Camera consentirà di agire a tutela del personale.

“Stante l’articolato attuale votato ieri alla Camera” – spiega il SIULM – “con questa legge i Sindacati Militari :

– Avranno potere di contrattazione PIENA sui rinnovi contrattuali (NON LA PSEUDOCONCERTAZIONE precedente) ;
– Verranno ascoltati su tutte le leggi di interesse del comparto da Commissioni, vertici e ministri di riferimento ;
– Tutelano in modo esclusivo su salute e benessere del personale in modo omnicomprensivo (si pensi a questioni Uranio e vaccinazioni) ;
– Vigilano su applicazione delle norme contrattuali, su risorse accessorie e straordinari;
– Sono completamente autonomi e sganciati da emanazioni gerarchiche;
– Promuovono tutela individuale e collettiva.
Inoltre, giusto per ricordarlo, con l’entrata in vigore della legge termina finalmente l’esperienza in taluni casi devastante e squallida (vds inchieste in corso) della rapp.za militare, tanto costosa quanto inutile.

Ovviamente anche questa legge, inutile nasconderlo” – prosegue la nota – “ha dei vulnus, alcuni dei quali piuttosto gravi. E’ infatti impensabile, e lo ribadiamo da sempre, che si debba adire il TAR anziché il giudice del lavoro per questioni di condotta antisindacale. Prendiamo atto che la politica, incapace di trovare una quadra sul punto, abbia deciso ancora una volta di abdicare a qualche futura (inevitabile) sentenza di legittimità. Transeat. Anche in questo caso, ieri abbiamo visto politici in mascherina… smascherarsi da soli!”, conclude il SIULM.

Sindacati militari, la proposta di legge è in Commissione Difesa ma i sindacati non ci stanno: “è inaccettabile”

“Le Organizzazioni Sindacali Militari, per la prima volta unite in un unico comunicato, considerano
inaccettabile il testo in discussione presso la Commissione difesa della Camera, in materia di
Sindacati Militari. Ci aspettiamo che nella imminente fase emendativa siano adottati tutti i correttivi
alle limitazioni ed ai vincoli irragionevoli presenti nel testo in discussione, che non trovano
analoghi precedenti e rischiano di produrre una pessima legge.
I membri della Commissione Difesa sono stati ripetutamente messi al corrente nel dettaglio di tutti
gli elementi utili a varare una legge rispettosa dei diritti costituzionali dei lavoratori militari.
Ulteriori segnali di disattenzione contrari ad una normativa ragionevole e bilanciata che garantisca
ai sindacati militari di perseguire con efficacia la difesa dei diritti e degli interessi dei propri
associati, non faranno altro che compattare lo scenario sindacale esistente e innescare le legittime
iniziative di contrasto ad una politica che troppo spesso, si proclama vicina ai militari solo a parole!”.

Lo scrivono in una nota, diffusa pochi minuti fa, le associazioni sindacali militari: ASSODIPROMIL, LRM, NSC, SAF, SIAM,SILCA, SILF, SIAMO Esercito, SILMA, SILME, SIM AM, SIM GDF, SINAFI,
SIULM, USIF, USMIA, SIM MM.

Sindacati militari, le novità nella nuova proposta di legge depositata al Senato

È stata depositata pochi giorni fa al Senato una nuova proposta di legge sui sindacati militari ( DDL 1542) ” Norme sulla libertà di associazione sindacale dei militari e delega al Governo per il coordinamento normativo” a prima firma del Senatore Vincenzo D’Arienzo. Dopo aver analizzato la nuova proposta, emergono una serie di differenze rilevanti tra questa e il testo base adottato alla Camera dei Deputati.

La prima differenza riguarda il consenso preventivo del Ministro della Difesa alla volontà di costituire un sindacato. Nella proposta di legge in esame non è previsto alcun consenso e lo Statuto deve solo essere inviato al Ministero della Difesa.

Questo non dovrebbe escludere il controllo dei principi democratici, ma l’esame non è preventivo né pregiudica la costituzione del sindacato che, ovviamente, non può che ispirarsi “de facto” ai principi sanciti dalla Costituzione.

La seconda differenza, anch’essa molto rilevante, è quella che non esclude tra le materie di competenza dei sindacati, l’impiego del personale. Ad oggi vietata, viene compresa tra le materie che formano oggetto di concertazione, alla pari dei criteri generali relativi ai trasferimenti di autorità del perso­nale, alle licenze, alle aspettative e ai per­messi.

Vengono stabiliti anche due livelli di impegno in diverse materie: uno relativo alla contrattazione e un altro alla concertazione.

La nuova proposta, inoltre, a differenza del testo base conosciuto alla Camera dei Deputati, prevede:

  • la disponibilità presso le Caserme di locali idonei per l’espletamento delle attività al fine di consentire il corretto esercizio delle relazioni sindacali;
  • la possibilità di specifiche procedure di “raffreddamento” e di “conciliazione” per le controversie particolarmente complesse;  
  • anche la possibilità di costituire sindacati che coinvolgano più Forze Armate e/o Corpi di polizia ad ordinamento militare. Ciò “per evitare la parcellizzazione degli interessi”, spiega la proposta di legge; 
  • la costituzione dei sindacati sulla base di una proporzione percentuale di iscritti a valere sulla forza effettiva dell’intera Forza Armata o Corpo di polizia ad ordinamento militare o, per quanto concerne il sindacato di livello interforze, a valere sulla forza effettiva sommata. Non è stabilito, quindi, alcun limite riferito alle singole categorie;
  • non sono previsti limiti alla rieleggibilità dei delegati sindacali, ma viene specificato che non è consentita la rielezione per più di due mandati consecutivi alla carica di presidente o segretario generale della mede­sima associazione;
  • non sono previsti limiti ai distacchi ed ai permessi sindacali. Il numero si rimette ad un regolamento specifico assegnati sulla base dell’effettiva rappresen­tatività del personale. In ogni caso dai medesimi sono escluse le riunioni degli Organismi direttivi delle Associazioni;
  • le associazioni sono legittimate a pro­muovere il ricorso avanti agli organi giuri
  • sdizionali militari per la tutela dei diritti de­gli organismi sindacali.

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Sindacati militari, Guerini: “il mio convinto sostegno al percorso parlamentare”

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini

Un “convinto sostegno” al percorso parlamentare intrapreso “per dare attuazione al pronunciamento della Corte Costituzionale in ordine alle associazioni professionali di natura sindacale del personale delle Forza Armate e dei corpi di polizia a ordinamento militare, con l’auspicio di conseguire al più presto soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti”.

Lo ha detto questa mattina il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, nel suo primo intervento da titolare del dicastero in audizione alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato.

Hanno subito espresso la propria soddisfazione i deputati Maria Tripodi (FI) e Salvatore Deidda (FdI) prendendo la parola a margine della relazione del ministro, rivolgendogli, poi, alcune domande, anche relative ad altre tematiche di interesse per le Forze Armate. Numerosi, infatti, gli interrogativi posti dai parlamentari delle diverse componenti politiche, domande alle quali il ministro darà delle risposte in occasione della prossima audizione, come ha precisato il presidente della Commissione Difesa della Camera, l’On. Rizzo.

Crescono, quindi, gli interrogativi in un momento e su una questione che richiede, invece, risposte articolate e in tempi anche brevi. È trascorso, ormai, più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale (120/2018) e dalla prima proposta di legge sulla disciplina della rappresentanza sindacale del personale delle Forze armate e dei corpi di polizia ad ordinamento militare, mentre sarà presentata a breve una nuova proposta di legge da parte di un senatore del PD, che pare essere diversa dalle posizioni espresse dallo stesso partito.

La palla passa, ora, al parlamento.

“Condivisibile e apprezzabile la volontà di sostenere il percorso parlamentare sui sindacati militari espressa dal Ministro della Difesa. Adesso non ci sono più alibi. 
Il Parlamento faccia in fretta per riconoscere i diritti dei militari già sostenuti dalla Corte Costituzionale. Se il Governo si rimette alle Camere, queste siano coraggiose affinché sia attuata una riforma che finalmente comprenda le aspettative del Comparto. Le proposte in campo non mi pare lo siano ed in più deprimono i diritti e si prestano a contenziosi costituzionali con sicura sconfitta” ha commentato il senatore Vincenzo D’Arienzo a margine dell’audizione.

“Siamo molto soddisfatti per la disponibilità e la sensibilità dimostrata dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini sul tema dei sindacati militari, durante la sua
audizione in commissione sulle linee programmatiche del ministero” fanno sapere in una nota congiunta i deputati del M5Stelle in Commissione Difesa alla Camera, Emanuela Corda e Giovanni Luca Aresta.

Mentre il Sindacato Siulm commenta: “Prendiamo atto delle parole del Ministro della Difesa che dichiara un “convinto sostegno alla legge sulle Associazioni Sindacali” sperando che sia l’incipit per avere presto una buona legge che ci dia la possibilità di contribuire a migliorare le condizioni dei militari tutti. Apprezziamo inoltre i passaggi sui delicati temi dei suicidi e della previdenza complementare che fanno ben sperare”.

E il SIM Aeronautica dichiara: “Forse la lunga attesa per queste dichiarazioni ha contribuito a creare in noi aspettative che oggi non sono state pienamente soddisfatte. Ci aspettavamo  sostegno al processo di sindacalizzazione militare e non solo all’iter parlamentare della legge che ne disciplinerà aspetti e contenuti. Allo stato attuale, a 18 mesi dalla sentenza della scorte Costituzionale non possiamo ancora entrare nelle Caserme e spiegare la bontà dei nostri progetti, questo è ciò che ora continua a preoccuparci. Speriamo che le parole del Ministro siano seguite da piena operatività dei sindacati militari e da un impianto di legge che tuteli realmente i diritti dei cittadini con le stellette”.

I dibattiti nelle commissioni Difesa dei prossimi giorni ci daranno un’idea sulle reali posizioni dei diversi partiti e sulle proposte concrete e realizzabili. Perché, al di là degli spot politici, occorre una legge che tenga conto degli interessi di tutti, vero, ma soprattutto dei militari e di chi li rappresenta. Nel rispetto dei principi democratici del nostro Paese.

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